26.04.2017
“C’era una volta un Piccolo Re che viveva in una terra molto molto lontana.
Il Piccolo Re viveva in un castello grande grande.
Il Piccolo Re era protetto dal suo esercito di soldati grandi grandi. I soldati avevano lunghe lance e facce spaventose. Ovunque il re andasse, il suo esercito lo seguiva. Sinistra, destra, sinistra, destra, sinistra, destra. Il tavolo da pranzo del Piccolo Re era grande grande. Ogni giorno il cibo veniva servito in quantità su questo tavolo lunghissimo e il Piccolo Re non riusciva mai a finirlo tutto.”
A volte essere Re non basta per sentirsi grandi. Capita al protagonista di questa storia dove la grandezza e lo sfarzo che lo circondano, invece di esaltare lo fanno sentire solo e piccolo. Il grande letto matrimoniale in cui deve dormire gli fa paura; sul grande cavallo bianco non è mai riuscito a salire, perché basta un colpo di coda per farlo volare giù dalla groppa. E fare il bagno in una vasca talmente grande da poter contenere una fontana non è divertente per il Re.
Ma le cose, finalmente, cambiano quando il Piccolo Re trova l’amore e sposa la Grande Regina. Insieme a lei e ai loro dieci figli tutto quello spazio trova finalmente un senso.
La vita del Piccolo Re è scura, proprio come lo sfondo delle immagini che raccontano la sua solitudine. Ogni piccola (e grande) cosa risalta e rimbomba nel vuoto che circonda la figura geometrica che rappresenta il sovrano. Ma quando la felicità riempie il suo cuore anche le illustrazioni si riempiono di colori, le forme si animano e lo stesso castello cambia aspetto.
L’amore rende grande qualsiasi cosa, anche il cuore di un Piccolo Re.